Placebo – Pure morning: diapositive di un dramma (?)

Buongiorno, è di nuovo Lunedì. Per alcuni un vero dramma, quando si ripetono sempre le stesse cose.

Nessuna evasione, davanti a noi i segni scavati da tutte le volte che abbiamo fatto la stessa strada e gli stessi errori.

Ma davvero dovremmo essere destinati a cadere al suolo ogni volta? In fin dei conti, chi l’ha detto? Immaginazione e speranza spesso scavano inaspettate vie di fuga. Forse non se ne esce illesi, ma ci si diverte di più.

Per iniziare una nuova settimana, il vecchio ricordo di una canzone di circa dieci anni fa. Ed accompagnata da uno dei migliori video musicali che abbia finora visto. La situazione è costruita tramite un accavallarsi in crescendo di persone, e quindi di stati emotivi: la storia è raccontata dai volti, tutti di fronte alla terribile attesa di un suicida.

In un incrociarsi di prospettive e vite diverse che condividono però lo stesso tempo, i momenti e le azioni, come la stessa vita, si scompongono e dilatano. Sotto un cielo plumbeo, in una metropoli catturata da una fotografia grigio-acciaio, quello che apparirebbe essere l’estremo gesto di una persona accomuna altri individui, per qualche istante, prima che tutto torni nell’indifferenza del quotidiano.

La disperata rincorsa di un poliziotto, scosso e dalla barba incolta, scandisce i tempi del dramma. Poi, l’inaudito e l’irreale.

Forse c’è speranza per tutti, allo stesso modo di come la troviamo, per qualche frangente, negli occhi di chi liberamente ci ama.

Francesco ♠

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6 pensieri su “Placebo – Pure morning: diapositive di un dramma (?)

  1. Ciao !
    È tra i miei video preferiti, perfetto, maniacalmente perfetto per la canzone.
    Lo guardo e lo riguardo, in angoscia.
    Mentre scorrono le parole, un po’ ciniche, un po’ disperate, sento il muro gommoso, che rende muto il mio male, le mie (dis)percezioni dell’altro.
    Sempre troppo preso da altro, mai dall’anima fatta a brani di un punto interrogativo come me.

    • Vorrei risponderti puntualmente, ma quello che io ho capito dalle tue significative parole potrebbe non corrispondere fino in fondo ai tuoi stati emotivi, quindi non oso. Ciò che ti posso dire è che questa canzone, soprattutto per la musica e il canto quasi a mo’ di litania, ha per me un valore catartico. Se il testo accenna a stati infranti di necessità, dopo che l’ho ascoltata un bel po’ di volte mi vien voglia di andare a cercare un sole che vada oltre ogni “oggettivazione” relazionale – semplicemente perché, almeno per me, non è giusto che le cose vadano così, come nemmeno si può vivere sempre sotto la pioggia. In fin dei conti, sono una persona che ama convivere con la Speranza e la sua compagna Delusione! 😀

      • 😀

        È catartico anche per me.
        Nulla lo è più del proiettare la propria disperazione, al culmine, in un feticcio ‘sì ben compiuto!

        Buona giornata

    • Non conoscevo nessuna delle due canzoni, quindi ti ringrazio dei consigli. La prima è una struggente e delicata ballata con un motivetto di piano molto sornione, mi è veramente piaciuta – e poi quando vedo una Telecaster mi emoziono sempre, anche se io non ci avrei mai messo due humbucker o la cassa armonica. 😉
      Stranamente la seconda, anche se come “genere” non rientra fra i miei gusti, non l’ho trovata male. Però la prima è meglio, se dovessi dire. 😀

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