Alfons Mucha – Manifesto per l’Amleto di Sarah Bernhardt

Alfons Mucha, Manifesto per l’Amleto di Sarah Bernhardt, 1899. Fonte immagine: Wikimedia Commons.

Dalla fotografia di ieri, dal bianco e nero, al colore – e al calore – della stampa in stile art nouveau di Mucha. Il soggetto è lo stesso, ma tra la foto e la stampa passa un fiume: in un alternarsi di tonalità di colore, Mucha costruisce un’intera architettura di riquadri e forme, di vignette che si mettono immediatamente in relazione con la figura slanciata della Bernhardt nei panni di Amleto. E pensare che questa non è altro che pubblicità per uno spettacolo!

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A proposito di gente con un teschio fra le mani: Amleto!

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Foto dell’attrice Sarah Bernhardt nelle vesti di Amleto, 1899. Ed ecco il famoso principe di Danimarca. Nell’età del tardo Rinascimento e del Barocco, non è un caso che anche Shakespeare rifletta sulla vanità e sul senso dell’esistenza attraverso un teschio, proprio come quasi contemporaneamente si facesse nei Paesi Bassi. La foto dell’Ottocento ritrae quella Sarah Bernhardt immortalata in alcuni celebri manifesti da Alfons Mucha. Fonte immagine: Wikimedia Commons.

Gustav Klimt – Danae

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Gustav Klimt, Danae, 1907. Dopo la versione rinascimentale del mito di Danae, non poteva mancare, quasi fosse un obbligo, quella moderna di Gustav Klimt. Nell’opera di Mabuse, Danae era proiettata al centro della scena dal circostante colonnato classico; qui, invece, tutta la dimensione del quadro coincide con il suo corpo rannicchiato e nudo. Il dipinto vive interamente di questa ragazza, ne percorre l’intimità sorvolandone il viso preso fra il sogno e la carnalità. Intorno, convergono su di lei la massa dei suoi stessi capelli, il velo decorato e infine la pioggia d’oro, tutti elementi che sembrano volerla stringere in un abbraccio. In risposta, la sua mano cerca di avvinghiare con forza quelle briciole di desiderio che paiono sfuggire dal suo sogno. Fonte immagine: Wikimedia Commons.

Max Klinger – Ritratto di Elsa Asenijeff: una giornata di luce

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Max Klinger, Ritratto di Elsa Asenijeff all’aperto, 1904. Memore della lezione impressionista, come la pennellata dimostra, Klinger raffigura però la sua compagna con una visione delle forme affine allo Jugendstil. Indefinito, il paesaggio retrostante riverbera delle tonalità di una giornata luminosa, forse di primavera od estate: a propria volta, la stessa luce del giorno gioca a riflettersi sui drappi dell’abito della donna, accompagnandola e carezzandone caldamente i rilievi esposti al sole.