John Collier – Il Maggio della regina Ginevra: bianco nuziale fra riti pagani e cristiani

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John Collier, Festa per il giorno di Maggio della regina Ginevra, 1900. Con un ritardo di cui mi scuso, prima che il Maggio finisca proseguiamo con le nostre celebrazioni primaverili. Ispirata alla vicenda arturiana, eccovi un’immagine della regina Ginevra che celebra il Primo Maggio, che ancora prima d’essere festa dei lavoratori, è stata la festa pagana per il ritorno della primavera – detta anche Calendimaggio, e legata nei paesi nordici alla notte di Valpurga. La consorte di Artù in questo momento non è solo regina di Camelot, ma è raffigurata nelle sue vesti fiorite di regina del Maggio: è simbolo, candido e tangibile agli occhi, della rinascita della Natura, e dell’inizio di un nuovo ciclo nel perpetuarsi dell’eternità. La dissoluzione del suo mondo mitico, come della stessa corte di Artù anche a causa del suo tradimento coniugale, dovranno avvenire: ma non ora, non in questo attimo e fra questi petali.

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Crescita, stato adulto

Crescere non può significare costringersi ad accettare la vita come una zona grigia, avvolgente ed amorfa, lavata via da ogni netto bianco e nero che gli ideali ci parevano delineare davanti. Non è questo che vuol dire essere maturi e salvarsi dall’inferno.

Bianco e nero continuano ad esistere. Perdere la capacità di distinguerli, non li elimina. Compaiono appaiati, al nostro fianco, e tutto quello che appare grigio, a ben vedere, non è che un mosaico molto più ampio di quanto aspettavamo, dove tessere di entrambi i colori continuano a combattere il loro silenzioso contrasto.

Avere la vista poco allenata a vedere la trama di questo intreccio, disgraziatamente non è una scusa.

Francesco ♠