Edward Burne-Jones – La Ruota della Fortuna

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Edward Burne-Jones, La Ruota della Fortuna, 1863.

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Carl Orff – Carmina Burana “Fortune plango vulnera”: ovvero la seconda parte (sfigata) di “O Fortuna”

Alzi fra voi la mano chi non ha sentito almeno una volta il celeberrimo e sputtanatissimo brano O Fortuna. Fatto? Dai, che l’avrete messo sicuramente in qualche circostanza in cui facevate i dementi o prima di un esame – le due cose non si escludono, tra l’altro.

Bene, questo è il “seguito”.

Mentre infatti parlavo di cattedrali gotiche e indulgevo in tirate misticheggianti, mi è venuta voglia di sentire qualcosa di musicale che mi accompagnasse adeguatamente. Ecco a voi Fortune plango vulnera, ovvero Piango le ferite della Fortuna. È la seconda parte della sequenza iniziale, dedicata per l’appunto alla Fortuna, dei Carmina Burana di Carl Orff (i “canti di Bura“, dal luogo di provenienza del manoscritto che contiene i testi). Scherzosamente, definisco questa parte “sfigata” rispetto all’estrema notorietà della prima, O Fortuna.

Perché questo brano in realtà di sfigato ha ben poco, anche se per taluni aspetti proprio di “sfiga” parli. O Fortuna e Fortune plango vulnera, i primi due brani dei Carmina Burana da ascoltare assieme, appartengono infatti come detto ad una sequenza dal significativo nome di Fortuna Imperatrix Mundi (Fortuna Imperatrice del Mondo). Entrambi costituiscono così una riflessione sulla caducità e i tradimenti della Fortuna nei confronti degli uomini.

Proprio quella che prosaicamente, in perfetto gergo tecnico-scientifico, può quindi essere definita pure come: la sfiga. Oppure anche: la Luna Nera (courtesy by La Zingara).

Purtroppo non ho occasione di tradurvi dal latino i due brani con sufficiente esattezza, ma questo estratto da Fortune plango vulnera basti per darvi un’idea:

“La ruota della fortuna gira:

ne discendo diminuito;

un altro è portato in alto;

esaltato oltre misura.

——————————

Un re siede alla sommità

– che tema la rovina! –

perché intorno al mozzo della ruota

leggiamo: Ecuba Regina! (x2)”

[minuti 1:47-2:30 del brano]

Ecuba è la moglie di Priamo, il re di Troia. Quando i Greci prenderanno la città, da regina diverrà schiava: il marito morto, i suoi figli uccisi, le sue figlie trofeo dei guerrieri achei. Nessuno scampa al proprio destino. O no?

Nota: traduzione mia e rigorosamente ad occhio, basata sul testo disponibile su Wikisource – dove troverete tutti i testi dei Carmina Burana, se avete il coraggio di cantarli a squarciagola in momenti di dubbia sanità mentale. Per una traduzione inglese dei due brani, su YouTube: O Fortuna e Fortune plango vulnera.