Siamo tutti onde: Roberto Benigni 1976

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Nel tempo del wifi, anche l’internet viaggia su onde. Anche lo streaming viaggia su onde. Le onde sono tra noi, tutti a mangiare le onde del Trono di spade, Dexter, Breaking Bad, True Blood. I nostri occhi e i nostri sguardi emettono onde, siamo noi le onde.

Un Benigni assolutamente d’annata. E ora tutti a trattenere il respiro per far smettere le onde.

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Lemony Snicket’s A Series of Unfortunate Events

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Un bel pezzo d’animazione tratto dai credits di Lemony Snicket – Una serie di sfortunati eventi, un film non stupido e certamente un po’ sadico.

Una fiaba “nera” con una morale concreta: quello che non ci aspettiamo, se lo sappiamo prendere ed affrontare con speranza, invece che occasione di sconfitta può essere un’opportunità per sopravvivere meglio di quanto avremmo creduto.

Padroni dei sogni

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Da “Blade Runner”. Chi ha visto il film, capirà. A chi non l’ha visto, non glielo posso spiegare senza fare spoiler. Quindi che aspettate? Correte a vederlo.

Nessuno è padrone dei propri sogni

Ci si presentano di soppiatto, nel sonno, e forse non è un caso che chi ricorda i propri sogni è proprio colui che ha il sonno leggero, che si sveglia per quei due o tre momenti necessari per ricordarsi e catturare così qualcuna delle sue apparizioni mentali.

Immagini, i sogni, che creano spazi apparentemente infiniti all’interno della nostra mente. A volte la stessa dimensione del sogno sembra voler fuoriuscire dal cranio, dilatarlo e trascinarlo verso una realtà senza né tempo né luogo.

Eppure nessuno è padrone dei propri sogni. Lo stesso imprevedibile destino che sembra governare casualmente la nostra veglia, governa i sogni. Improvvisi, inusitati, strani percorsi che s’intraprendono senza volerlo. Siamo alla mercé del Caso, così come quando camminiamo per strada.

Immagini e soprattutto frammenti delle nostre emozioni collassano gli uni sulle altre, combinandosi. È l’esasperazione di ciò che abbiamo vissuto e visto, non ci è data la creazione di un qualcosa che non abbiamo mai davvero veduto o conosciuto. L’unica libertà che abbiamo è nel cavalcare l’onda.

Ma “sogno” ha anche un’altra accezione consueta, quella di aspirazione. Sintomatico che per ciò di cui non abbiamo ancora un’idea precisa, ma fumosa, e da cui però ci aspettiamo del bene, parliamo di sogno. Modelliamo spesso una vita alla rincorsa di un sogno, di una sua realizzazione.

Ci sfugge che quel sogno, quel modello di vita, non continua ad essere altro che un riflesso di ciò che abbiamo assorbito, non ricordiamo quando non ricordiamo dove.

Siamo tutti dei Replicanti. Replichiamo i sogni di qualcun’altro, cercando disperatamente di confermarci che stiamo deragliando da qualcosa di prestabilito.

Francesco ♠

Blade runner – Intro

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“All’inizio del 21° secolo, la TYRELL CORPORATION  portò l’evoluzione dei Robot nella fase NEXUS – un essere virtualmente identico ad un umano – conosciuto come un Replicante.

I Replicanti NEXUS 6 erano superiori in forza ed agilità, ed almeno uguali per intelligenza, agli ingegneri genetici che li avevano creati.

I Replicanti erano usati Oltre-mondo come schiavi, nella pericolosa esplorazione e colonizzazione di altri pianeti.

Dopo un sanguinoso ammutinamento di una squadra da combattimento NEXUS 6 in una colonia Oltre-mondo, i Replicanti furono dichiarati illegali sulla terra – pena la morte.

Squadre speciali della polizia – le unità BLADE RUNNER – avevano ordine di sparare per uccidere, una volta individuato, ogni Replicante illecito.

Questa non era chiamata esecuzione.

Era chiamato ritiro.”

Ineffective

Quando si scopre qualcosa di nuovo, a volte ci si stupisce di quanto prima siamo stati incapaci di cogliere la soluzione che ci sfuggiva. Un sentimento di incredulità a cui si può accompagnare un sottile rimorso, per essere arrivati un po’ tardi a certe conclusioni.

Spesso la causa della nostra cecità è l’abitudine a non vedere alternative che superino il nostro passato. L’abitudine ad immaginare le stesse cose, che porta la morte all’immaginazione stessa.

Francesco ♠