CCCP – Io sto bene

“Non studio non lavoro non guardo la tv, non vado al cinema non faccio sport”.

Momento CCCP nella vasca da bagno. Una questione di qualità.

Non so se è solo il mio parere, ma la versione dell’album la trovo un po’ troppo leggera, un po’ troppo soft. La versione live è per certi aspetti molto più potente e coinvolgente:

Un vero e proprio inno per i neet – ovvero i “Not in Employment, Education or Training“. Che vuol dire che non studi, non lavori e non fai corsi professionali. E quindi evidentemente stai lì a divertirti sul tuo cavallo a dondolo, vero?

Ah, bella la vita.

Per non parlare del fatto che senza soldi mi sa che non vai nemmeno al cinema. Ma si sa, è una formalità.

Scrivere per dimenticare

Scrivere per dimenticare, come farebbe un alcolizzato con i suoi bicchierini. A chi non capita di coloro che hanno assaggiato un po’ di letteratura? Non appena prendete una penna in mano, o battete i tasti della vostra tastiera, ripetete con me:

“La grafomania è una perversa patologia dell’alfabetizzazione occidentale.”

Come un mantra. Non vi impedirà di scrivere, così come disgraziatamente non l’ha impedito a me ora. Ma almeno vi renderete conto del vostro stato patologico, che probabilmente state scrivendo perché non siete riusciti a fare altro o perché avete fallito in qualcosa a cui tenevate.

Non c’è che un modo per guarire: scrivete qualcosa di veramente bello, che sudi passione e sangue per ogni parola che osate mettere su carta. E una volta finito, rileggete il prodotto e domandatevi perché diavolo qualcuno si dovrebbe prendere la briga di leggere le vostre cazzate.

Se alla fine persisterete nel voler fare leggere agli altri i vostri conati o i vostri mal di pancia, forse o non vi rendete bene conto della gravità del vostro gesto, oppure siete degli sfacciati che se ne fregano. Io tifo per quest’ultima.

Auguri e buona scrittura a tutti.

Francesco ♠

Ineffective

Quando si scopre qualcosa di nuovo, a volte ci si stupisce di quanto prima siamo stati incapaci di cogliere la soluzione che ci sfuggiva. Un sentimento di incredulità a cui si può accompagnare un sottile rimorso, per essere arrivati un po’ tardi a certe conclusioni.

Spesso la causa della nostra cecità è l’abitudine a non vedere alternative che superino il nostro passato. L’abitudine ad immaginare le stesse cose, che porta la morte all’immaginazione stessa.

Francesco ♠