Placebo – Pure morning: diapositive di un dramma (?)

Buongiorno, è di nuovo Lunedì. Per alcuni un vero dramma, quando si ripetono sempre le stesse cose.

Nessuna evasione, davanti a noi i segni scavati da tutte le volte che abbiamo fatto la stessa strada e gli stessi errori.

Ma davvero dovremmo essere destinati a cadere al suolo ogni volta? In fin dei conti, chi l’ha detto? Immaginazione e speranza spesso scavano inaspettate vie di fuga. Forse non se ne esce illesi, ma ci si diverte di più.

Per iniziare una nuova settimana, il vecchio ricordo di una canzone di circa dieci anni fa. Ed accompagnata da uno dei migliori video musicali che abbia finora visto. La situazione è costruita tramite un accavallarsi in crescendo di persone, e quindi di stati emotivi: la storia è raccontata dai volti, tutti di fronte alla terribile attesa di un suicida.

In un incrociarsi di prospettive e vite diverse che condividono però lo stesso tempo, i momenti e le azioni, come la stessa vita, si scompongono e dilatano. Sotto un cielo plumbeo, in una metropoli catturata da una fotografia grigio-acciaio, quello che apparirebbe essere l’estremo gesto di una persona accomuna altri individui, per qualche istante, prima che tutto torni nell’indifferenza del quotidiano.

La disperata rincorsa di un poliziotto, scosso e dalla barba incolta, scandisce i tempi del dramma. Poi, l’inaudito e l’irreale.

Forse c’è speranza per tutti, allo stesso modo di come la troviamo, per qualche frangente, negli occhi di chi liberamente ci ama.

Francesco ♠

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CCCP – Io sto bene

“Non studio non lavoro non guardo la tv, non vado al cinema non faccio sport”.

Momento CCCP nella vasca da bagno. Una questione di qualità.

Non so se è solo il mio parere, ma la versione dell’album la trovo un po’ troppo leggera, un po’ troppo soft. La versione live è per certi aspetti molto più potente e coinvolgente:

Un vero e proprio inno per i neet – ovvero i “Not in Employment, Education or Training“. Che vuol dire che non studi, non lavori e non fai corsi professionali. E quindi evidentemente stai lì a divertirti sul tuo cavallo a dondolo, vero?

Ah, bella la vita.

Per non parlare del fatto che senza soldi mi sa che non vai nemmeno al cinema. Ma si sa, è una formalità.