Diavolo di un ponte!

Enzo Lunari, Le Chroniche di Fra’ Salmastro, 1966-1982. Un’immagine di quella che credo essere una vecchia raccolta delle strisce a fumetti di Fra’ Salmastro, creato da Enzo Lunari.

L’altra mattina, mentre mi riprendevo da un mal di testa, all’improvviso le mie orecchie hanno udito nuovamente le parole di un antico rituale magico-elettorale*: “ponte sullo Stretto”.

In prima battuta, le ho attribuite al forte tambureggiare che avvertivo alla tempia sinistra: probabilmente, era il segno di un mio non troppo precoce impazzimento. Poi mi sono accorto che le parole non venivano da una voce dentro la mia testa, e nemmeno da una voce ultramondana. In realtà venivano dalla televisione.

Parrebbe che qualcuno abbia ritirato nuovamente fuori l’idea del ponte sullo Stretto di Messina, con corollario annesso di millemila posti di lavoro e orgoglio patriottico.

A me invece, che sono abbastanza giovane d’età ma vetusto dentro, tutta questa allegrissima vicenda piena di folclore tipicamente italiano ha ricordato una storia a fumetti che avevo letto da piccolo, su un vecchio numero di Linus trovato per casa.

Con mia grande fortuna, tutta la storia è leggibile sul sito del fumettista, Enzo Lunari (classe 1937). Quindi vi rimando lì: basta cliccare QUI. Sempre se vi fidate, insomma.

Diciamo che la storia, ambientata in un fantarealistico medioevo italiano e narrata da un fraticello francescano – Fra’ Salmastro, per l’appunto – parla di un politico, di un patto col diavolo e della costruzione di un ponte in Italia…

Francesco

* Si attesta in Italia la presenza su mezzo audiovisivo di questo rituale, unito alla prova cartacea del cosiddetto “Contratto con gli italiani”, dal tardo XX secolo.

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Entrata ed oltraggio di Cristo in Belgio: Ensor e De Groux

James Ensor, L’entrata di Cristo a Brussels nel 1889, 1888-89. Fonte immagine: Wikimedia Commons.

Per una serie di coincidenze, in quest’ultima settimana mi sono capitati sott’occhio questi due quadri, entrambi opera di due artisti belgi. I due pittori, James Ensor ed Henry De Groux, non solo furono coevi, ma parteciparono anche entrambi a Les XX (Les Vingt, I Venti), un circolo artistico ed intellettuale belga nato in opposizione ai canali ufficiali di promozione artistica.

Il quadro di Ensor è una perfida parodia: in prima battuta della società belga del tempo, e in secondo luogo di ogni società umana. Il pittore raffigura Cristo accolto da un’atmosfera carnascialesca e cialtrona che risente decisamente delle tradizionali feste popolari belghe, le quali tra l’altro godono già di altre rappresentazioni nella pittura fiamminga. Gesù, sul dorso di un asino, è al centro della scena: ma è quasi invisibile, sommerso da questa variopinta coltre umana che gli rende un omaggio ipocrita.

Sembrerebbe non solo che Cristo non sia riuscito a scacciare i mercanti dal tempio, ma che siano invece quest’ultimi ad aver vinto. Che alla sua entrata a Brussels sia data un’accoglienza buffonesca, denota tutta l’insofferenza quotidiana, se non anche l’aperta derisione, che la maggior parte delle persone, nell’affannosa ricerca di onori e piaceri, riserva a ciò può apparire come alto, spirituale o ideale. Le stesse maschere che molti indossano sono figurazioni plastiche della comune ipocrisia che vena le relazioni umane.

Henry De Groux, Cristo oltraggiato, 1889. Fonte immagine: Wikimedia Commons.

Ugualmente nel quadro di De Groux abbiamo un Cristo assediato da una folla: uomini, donne e bambini tendono le braccia ad offendere, si muovono convulsamente andandosi ad accalcare noncuranti gli uni sugli altri. Da un lato abbiamo l’insanguinata figura umana di Gesù che, ritraendo la gamba, sembra cedere; dall’altra, colta sul punto di travolgerlo, una violenta, torbida tempesta di corpi umani carichi di disprezzo.

Ensor riesce a cogliere con il suo sarcasmo la miseria della società umana nell’accogliere e strumentalizzare ipocritamente ciò che dovrebbe salvarla. Il quadro di De Groux invece vive tutto nella violenza, nella rabbia nera e cieca, che spesso la folla nutre verso il fragile e il debole.

Francesco

Postilla: Un ringraziamento speciale a DemoisElle per essere stata curiosa fautrice di questo post. 🙂

Esclusivo: dalle migliori discoteche medievali di Norimberga, la Danza Macabra!

Illustrazione dalla cronaca di Norimberga (1493).

Illustrazione dalla cronaca di Norimberga (1493).

No, non sono follemente impazzito. Almeno non più del solito.

Con questa immagine inauguriamo una serie di post dedicati all’allegoria della danse macabre (danza macabra).

Gli scheletri dei morti si alzano dalle tombe per coinvolgere nella loro danza i vivi e portarli con loro. Perché nessuno, né ricco né persona di prestigio, infatti può contrastare il suo momento. Ricchezza e potere sono strumenti vani nel confronto con la Morte: nessuna cosa di questo mondo varrà a proteggerci nell’ora fatale, perché la mietitrice è indifferente ad ogni corruzione e coglie indiscriminatamente chi vuole.

Certo, messa così sembra una mazzata all’inguine. Ma in realtà il significato dell’allegoria può essere considerato positivamente: se ogni ricchezza o prestigio che accumuliamo su questa terra non è altro che un omaggio alla nostra vanità, che cosa rimane? Chi crede può rispondere “l’anima”, e non avrebbe torto, essendo questo appunto un significato spirituale e anche cristiano della danza macabra.

Più secolarmente, però, se c’è qualcosa di invisibile che oltrepassa ciò che nella vita possiamo toccare con mano, sono i memorabili affetti e sentimenti di cui possiamo essere capaci una volta accettato il fatto che, se agiamo, non lo facciamo per interessi materiali: ma per dare qualcosa di noi stessi agli altri.

In ogni caso, proporvi la danse macabre serve, coraggiosi lettori, a prepararvi spiritualmente alla recensione del film che sto per pubblicare a breve – che è poi è lo stesso per cui ero arrivato a parlare delle cattedrali di Monet.

Francesco ♠

Nota: l’essere uguali davanti alla morte, è anche il concetto della livella di Totò. Per dire.

Torquemada e l’Inquisizione spagnola secondo Mel Brooks e i Monty Python

Visto che ieri abbiamo toccato il tema dell’Inquisizione spagnola in un post abbastanza impegnato, oggi per allietarci facciamo un po’ di satira e provocazione all’insegna del politicamente scorretto.

Prima di tutto l’insormontabile Mel Brooks (ebreo, per chi non lo sapesse), che nel giro di pochi minuti ridicolizza l’antisemitismo e l’intolleranza. E poi…

NESSUNO SI ASPETTA L’INQUISIZIONE SPAGNOLA!

… uno dei vari sketch creati dai Monty Python sull’Inquisizione. Gli altri li troverete facilmente sul Tubo. Tra l’altro mi domando in quale era ItaliaUno trasmetteva i Python…

Paradiso: per di qui, per di là, chiedete agli Angeli

paradis

“PARADISO. Per di qui, per di là, 1K. 500. Proseguite fino alla fine, poi domanderete agli Angeli.”

Sarà questa la strada giusta per il Regno dei Cieli?

Per questo primo Aprile, mi raccomando seguite le indicazioni di questa “poesia in cartellone” (poème-pancarte) di Pierre Albert-Birot.

CCCP – Io sto bene

“Non studio non lavoro non guardo la tv, non vado al cinema non faccio sport”.

Momento CCCP nella vasca da bagno. Una questione di qualità.

Non so se è solo il mio parere, ma la versione dell’album la trovo un po’ troppo leggera, un po’ troppo soft. La versione live è per certi aspetti molto più potente e coinvolgente:

Un vero e proprio inno per i neet – ovvero i “Not in Employment, Education or Training“. Che vuol dire che non studi, non lavori e non fai corsi professionali. E quindi evidentemente stai lì a divertirti sul tuo cavallo a dondolo, vero?

Ah, bella la vita.

Per non parlare del fatto che senza soldi mi sa che non vai nemmeno al cinema. Ma si sa, è una formalità.

Renzi? Renzivich, Renzivich.

Video

Renzi? Renzivich, Renzivich.

Purtroppo solo chi ha visto il film Essere John Malkovich comprenderà appieno la genialità di questa trovata di Gazebo (e il titolo di questo post). Ma anche chi il film non se l’è visto, so che se la godrà almeno fin quando non si guarderà allo specchio.